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Hatamoto
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Gli mwbwhatamotomwca (旗本? "sotto le insegne") erano mwcqsamurai sotto il diretto controllo dello mwcgShogunato Tokugawa nel mwcwGiappone feudale. Tutti e tre gli mwdashogunati della mwdqstoria del Giappone avevano dei referenti diretti, soltanto che in quelli precedenti tali personaggi venivano chiamati mwdgmwdwgokenin. Comunque, nel mweaperiodo Edo, gli mweqhatamoto erano i mwegvassalli di grado più elevato della dinastia Tokugawa,cite-ref-1[1] e i mwfwgokenin erano i vassalli minori. Non c'era nessuna differenza di mwgacenso tra i due, ma gli mwgqhatamoto avevano la possibilità di farsi ascoltare direttamente dallo Shogun, possibilità negata ai mwgggokenin.cite-ref-ogawa-p-43-2-0[2] La parola mwhwhatamoto significa letteralmente "alla base dello stendardo" e spesso viene tradotto come "alfiere". Un altro termine usato per indicare gli mwiahatamoto durante la dinastia mwiqEdo era mwigjikisan hatamotomwiw (直参旗本?), che si può tradurre come "hatamoto sotto il diretto controllo dello Shogun", usato per illustrare la differenza tra loro e i loro predecessori che servivano i vari signori.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il termine mwjwhatamoto è originario del mwkaperiodo Sengoku. Il termine era usato per il personale del signore; come d'altronde, il nome suggerisce, "Alla base dello stendardo". Molti signori avevano alle proprie dipendenze mwkqhatamoto, ma, quando il mwkgClan Tokugawa prese il potere nel mwkw1600, il suo sistema di mwlahatamoto fu ufficializzato ed è principalmente a tale sistema che ci riferiamo oggi con questo termine.
Nell'ottica dello mwlgShogunato Tokugawa, gli mwlwhatamoto erano coloro che avevano sostenuto la famiglia sin da quando essa era nella mwmaprovincia di Mikawa.cite-ref-ogawa-p-35-3-0[3] Comunque, il rango di mwnqhatamoto spesso includeva anche personaggi al di fuori della nobiltà ereditaria della casata Tokugawa. Furono inclusi, infatti, i leader e i generali delle provincie sconfitte, come da esempio membri del mwngclan Takeda, del clan mwnwHōjō e del mwoaImagawa.cite-ref-4[4] Furono anche inclusi gli eredi dei terreni confiscati dallo shogun (per esempio, Asano Daigaku, il fratello di mwpqAsano Naganori),cite-ref-ogawa-p-35-3-1[3] figura di grande potere locale, che tuttavia non divenne mai mwqgdaimyō, e le famiglie del mwqwperiodo Kamakura e mwraMuromachi; Divennero mwrqhatamoto anche alcuni tra gli mwrgmwrwShugo (Governatori), tra cui gli mwsaAkamatsu, i mwsqBessho (un ramo della famiglia Akamatsu), gli mwsgHōjō, gli mwswHatakeyama, i mwtaKanamori, gli mwtqImagawa, i mwtgMogami, i Nagai, gli mwuaOda, gli mwuqŌtomo, i mwugTakeda, i mwuwToki, i Takenaka (un ramo dei Toki), i Takigawa, i mwvgTsutsui, e gli mwvwYamana.cite-ref-5[5] L'investitura (per usare un termine occidentale) degli mwxahatamoto veniva chiamata mwxqbakushin toritatemwxg (幕臣取立て?).
Molti degli mwyahatamoto combatterono nella mwyqguerra Boshin nel mwyg1868, su entrambi i fronti.
Gli mwzahatamoto rimasti seguaci del mwzqclan Tokugawa dopo la caduta dello shogunato nel mwzg1868, seguirono i Tokugawa nel loro nuovo dominio di Shizuoka. Gli hatamoto persero il loro status insieme a tutti gli altri samurai in mwaaGiappone in seguito all'mwaqabolizione del sistema han nel mwag1871. Tale privazione dei privilegi fu tra le cause della mwawrivolta di Satsuma del mwba1877.
Ranghi e ruoli
La differenza tra mwdahatamoto e mwdqgokenin, specialmente tra mwdghatamoto di rango inferiore, non era rigida, e il titolo di mwdwhatamoto aveva più a che fare col rango che con il censo. All'interno di un mweaesercito la posizione di un hatamoto potrebbe essere paragonata a quella di un mwequfficiale. Per tutto il periodo edo, gli mweghatamoto mantennero il privilegio qualora fossero di alto rango, di avere diritto ad udienza personale presso lo shogun (questi erano conosciuti come mwewome-mie ijō). Tutti gli mwfahatamoto potevano essere suddivisi in due categorie, i mwfqkuramaitori, che traevano il loro reddito direttamente dai granai Tokugawa, e i mwfgjikatatori, che mantennero possedimenti in tutto il Giappone.cite-ref-6[6] Un altro livello distintivo dello mwgwstatus tra gli mwhahatamoto era la classe dei mwhqkōtai-yoriai, uomini che erano capi di famiglie di mwhghatamoto e possedevano feudi provinciali, e avevano funzioni alternative (mwhwmwiasankin kōtai) ai daymio. Tuttavia, come i mwiqkōtai-yoriai, erano uomini con reddito molto alto a livello degli stipendi mwighatamoto, e non tutti i mwiwjikatatori hatamoto avevano il dovere di attendere a funzioni alternative. La linea di demarcazione tra gli mwjahatamoto più bassi e i mwjqmwjgfudai daimyo —signori mwjwfeudali vassalli della casa Yokugawa - era di 10.000 mwkamwkqkoku.cite-ref-ogawa-p-43-2-1[2]
Ad alcuni mwlwhatamoto poteva essere concesso un incremento del reddito, potendo essere promosso al livello mwmafudai daimyo. Ad ogni modo, questo non accadeva di frequente. Un esempio di questo tipo di promozione fu il caso della famiglia Hayashi di mwmqKaibuchi (più tardi conosciuto come Jozai han), che cominciò come mwmwjikatatori hatamoto e divenne mwnafudai daimyo, continuando a svolgere un ruolo prominente nella mwnqGuerra Boshin, a dispetto del fatto che il loro dominio era valutato per la quantità di 10.000 mwngkoku.
Il termine per un mwoahatamoto con un reddito fondiario di 8.000 mwoqkoku o superiore era mwogtaishin hatamoto ("maggiore mwowhatamoto").
Gli mwpqhatamoto che vissero in mwpgEdo risiedevano nei propri distretti privati e supervisionavano la propria polizia e la mwpwsicurezza. Uomini mwqahatamoto potevano servire in una varietà di ruoli nella amministrazione Tokugawa, incluso il servizio nelle forze di polizia degli ispettori mwqqyoriki,cite-ref-7[7], come mwrwmagistrati cittadini, magistrati o esattori delle tasse dei territori della casa Tokugawa, membri del consiglio mwsamwsqwakadoshiyori, e in altre posizioni.cite-ref-8[8]
Hatamoto famosi
Alcuni tra i più famosi hatamoto sono Ōoka Tadasuke, Tōyama Kagemoto, Katsu Kaishu, mwwqWilliam Adams, Enomoto Takeaki, e Hijikata Toshizō.
Gli hatamoto e le arti marziali
Gli hatamoto incoraggiarono lo sviluppo delle arti marziali nel periodo mwxgEdo; un buon numero di essi si occupavano personalmente della gestione e dell'insegnamento delle arti marziali nei mwxwdojo, principalmente nella provincia di mwyaEdo e in alcune altre zone. Due hatamoto, in particolare, sono stati importanti sviluppatori di nuove tecniche di arti marziali:mwyqYamaoka Tesshū e mwygYagyū Munenori, il quale era, oltre che maestro del proprio mwywdojo, capostipite degli insegnanti di scherma dello shogun (tradizionalmente, infatti, l'insegnante di spada era un Munenori)
Nella cultura di massa
Gli hatamoto apparvero nella cultura popolare già prima della fine del periodo Edo. Citazioni recenti possono essere rintracciate nei manga mw0aFūunjitachi Bakumatsu-hen e nel manga di mw0qOsamu Tezuka, mw0gHidamari no ki.
Note
cite-note-11. ↑ Ooms, p. 190.
cite-note-ogawa-p-43-22. ↑ Ogawa, p. 43.
cite-note-ogawa-p-35-33. ↑ Ogawa, p. 35.
cite-note-44. ↑ Ogawa, pp. 35-36.
cite-note-55. ↑ Ogawa, p. 35
cite-note-66. ↑ Ooms, p. 92.
cite-note-77. ↑ Sasama, p. 45.
cite-note-88. ↑ Bolitho, p. 118.
Bibliografia
• Bolitho, Harold (1974). mw9qTreasures Among Men: The Fudai Daimyo in Tokugawa Japan. New Haven: Yale University Press. (ISBN 0-300-01655-7)
• Ogawa, Kyōichi (2003). mw-aEdo no hatamoto jiten. Tokyo: Kōdansha. (ISBN 4-06-273616-0)
• Ooms, Herman (1975). mw-wCharismatic Bureaucrat: a Political Biography of Matsudaira Sadanobu, 1758-1829. Chicago: The University of Chicago Press. (ISBN 0-226-63031-5)
• Sasama, Yoshihiko (1995). mw-gEdo machi bugyō jiten. Tokyo: Kashiwa-shobō.
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiahatamoto, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) hatamoto, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.